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Valentina Carnelutti

Valentina Carnelutti cura per la Scuola di Cinema Sentieri Selvaggi il corso master "Dirigimi - Il lavoro del regista con l'attore".

La raccontiamo attraverso le parole del critico Roberto Silvestri, riportate sul suo sito web.
Non solo perché è una ‘bad girl’ da sempre. Perché parla correntemente francese, inglese, portoghese e spagnolo. Perché preferisce lavorare con i cineasti e i cortisti indipendenti (ultimo Giovanni Sinopoli, in ‘Hertz’, esperimento sulla ‘ipersensibilità dell’udito’) e inventarsi impertinenti metodi di distribuzione. O perché continua a alternare scena e schermo, invece di imbambolarsi nella prigione aurea del ‘piccolo schermo’. E perché ha soggiornato a lungo all’estero (e non solo, per due anni, a Città del Messico) lavorando, tra gli altri, con Angelopoulos, Ridley Scott, Soderbergh e Bollywood (‘Il fachiro di Venezia’, nel 2008, per la regia di Anand Surapur) e in Italia con eretici che rischiano il rogo al cospetto ‘del giudizio dell’audience’ come Pau, Maselli, Orlando, Zanasi, Giordana, Maderna e Moroni... O perché il suo sguardo incenerisce, la sua voce irretisce e il suo corpo crea geometrie da Anna Pavlova... E al recente festival di Sant’Arcangelo 2009, con il musicista neroamericano d’avanguardia Lawrence D. “Butch” Morris, è stata protagonista di un esperimento pascoliano transartistico e radicale come ‘Coro dei poeti’.

Ma l’attrice/autrice Valentina Carnelutti è una ‘monade’ speciale, autonoma, in esodo perenne, hard rock, originale, esperta, e indocile all’interno del nostro sistema attoriale. Un’italiena vera.
Figlia dell´attore e regista Francesco Carnelutti, nata a Milano, ma romana da subito, segno acquario, dopo studi seri di danza e canto, esordisce sul palcoscenico a 16 anni in ‘La Confessione’ di Walter Manfré, cui seguono ‘The Story of a Soldier’ di Peter Sellars e, diretta dal padre, ‘Mal de Viver’ e ‘La Maladie de la Mort’ (da Marguerite Duras) fino a ‘Casamatta Vendesi’ di Angelo Orlando e ‘Good Body’ di Giuseppe Bertolucci, da Eve Ensler.

Dal 1994 si perfeziona nel “metodo Lee Strasberg” con Susan Batson, Geraldine Baron e Marilyn Fried di cui è diventata assistente, dividendosi tra Roma e New York.

Successivamente partecipa a lezioni di “teatro rituale” con Richard Schechner e di mimica con Lydia Biondi e Marcel Marceau.

Nel 1997 e nel 1998 studia regia teatrale e recitazione con Ludwik Margules al “Centro Nacional para las Artes” di Città del Messico.

Esordisce nel cinema con i corti ‘Maria’ di Daphne Mc Curdy (’93) e ‘Marta Singapore’ di Barbara Melega (’94).
Dopo Gianni Zanasi, ‘Nella Mischia’, lavora con Giovanni Veronesi, ‘Il mio West’ (1998); Cecilia Calvi, ‘Mi sei entrata nel cuore come un colpo di coltello’ (1999), Lucio Pellegrini, ‘E allora Mambo!’ (1999), Ridley Scott in ‘Hannibal’ (2001). E’ in ‘L’amore Imperfetto’ di Giovanni D. Maderna (2001), ‘La meglio gioventù’ di Marco Tullio Giordana (2002), ‘Al cuore si comanda” di Giovanni Morricone (2003), ‘Ocean’s Twelve’ di Steven Soderbergh (2004), ‘Tu devi essere il lupo’ di Vittorio Moroni (2005). Ha interpretato un episodio di ‘Manuale d’amore II’ di Giovanni Veronesi (2006) ed è la protagonista, nel ruolo di un’assistente sociale (ex detenuta) di ‘Jimmy della Collina’ di Enrico Pau (premio Cicae a Locarno e Ovidio d’argento a Sulmonacinema) e di ‘Sfiorarsi’, diretto da Angelo Orlando.

Tra gli ultimi film ‘Caos Calmo’ di Antonello Grimaldi (2007); ‘Vogliamo anche le rose’ di Alina Marazzi (2007) - è una delle tre “voci femministe protagoniste” (2008), ‘Una notte blu cobalto’ di Daniele Gangemi (2008), ‘Tutta la vita davanti’ di Paolo Virzì, dove è la nevrotizzata lavoratrice dei call center; ‘Un gioco da ragazze’ di Matteo Rovere. È una leader drastica di un centro sociale in ‘Le Ombre Rosse’ (2009), di Citto Maselli; l’insegnante di italiano di ‘Mare piccolo’ di Alessandro De Robilant (2009).

In tv, dopo ‘Il maresciallo Rocca’ (2003), è coinvolta in ‘Aldo Moro’ di Gianluca Tavarelli e “Coco Chanel), mentre per Radio Rai, dal 1998, ha collezionato indimenticabili radiodrammi (‘Se questo è un uomo’, ‘102 minuti a Ground Zero’, ‘I mandarini’, ‘Canne al vento’). Come doppiatrice dopo ‘Il matrimonio di Lorna’ dei fratelli Dardenne, ‘Il vento che accarezza l´erba’ di Ken Loach, ‘Cantando dietro ai paraventi’ di Ermanno Olmi, ‘La mia vita senza me’ di Isabel Coixet è stata la voce italiana di Charlotte Gainsbourg in ‘Antichrist’ (Lars Von Trier).

Come autrice ha scritto, a quattro mani con Angelo Orlando, la sceneggiatura di ‘Sfiorarsi’, di cui è anche interprete, e di ‘Casa libera tutti’ con Andrea Caccia. Ha ricevuto molti premi per ‘Sfiorarsi’, ‘Jimmy della collina’, ‘Tutta la vita davanti’, ‘Tu Devi Essere il Lupo’."

Attualmente è protagonista della serie Palermo Oggi - Squadra Antimafia, nel ruolo di Veronica Colombo.

Nel 2013 ha diretto il cortometraggio Recuiem, dove tratta il tema della morte di una mamma attraverso gli occhi di due bambini. Il corto, interpretato da Teresa Saponangelo e dal cantautore Francesco Tricarico, per la prima volta nelle vesti di attore, ha fatto incetta di premi nel circuito festivaliero: dopo il premio Richelmy al 31° Torino Film Festival, ha vinto come miglior cortometraggio al 
21° Sguardi Altrove Film Festival, al 7° A Corto di Donne Film Festival, ricevendo una Menzione Speciale Associazione Arké al 1° Erice International Film Festival, la Menzione speciale della Giuria al 12° Corto in Bra e il premio Studio Universal alla XV° edizione del Festival Internazionale del Cortometraggio e delle Opere Prime Maremetraggio.



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